LE PILLOLE DI SISTO

Sisto: “Ciao, sono stato invitato dagli amici del Rione Monti a parlare dell'ambiente che ci circonda, senza pretesa di insegnare niente a nessuno, provo a far conoscere frammenti di storia del territorio Sabatino”.


Come introduzione partiamo da qualche anno fa, la preistoria:

Sisto: “Durante la preistoria, il nostro territorio, nel periodo neolitico, che va dal 10 mila al 3000 avanti Cristo, ha contato molte presenze umane. Abitati su capanne sono stati presenti in numerosi luoghi lungo le sponde del lago di Bracciano. Importanti insediamenti sono stati rinvenuti in località Vicarello, in via della Sposetta (Lungolago Argenti) ma soprattutto nella località la Marmotta ad Anguillara Sabazia.

(Particolare degli scavi archeologici condotti negli anni '90, Marmotta, Anguilla Sabazia, Roma)

Il sito della Marmotta è venuto alla luce nel 1989 durante delle ispezioni, effettuate dalla Società ACEA, atte a porre sul fondale i tubi del nuovo acquedotto. I sub che perlustrarono il luogo, prima della posa delle suddette tubazioni, scoprirono, a circa 350 metri dall’attuale riva, un deposito di materiale ceramico, pali infissi nel terreno e tavolati. Iniziarono così sistematici interventi di recupero e studio.

(Piroga monossile Marmotta, Anguilla Sabazia, Roma VI millennio a.C.)

Nell’estate del 1994 venne scoperta e recuperata una grande piroga. Da analisi effettuate con il carbonio 14 datarono il reperto al VI millennio avanti Cristo. Nel contesto il territorio Sabatino è così da considerare come il maggiore insediamento umano lacustre del periodo neolitico rinvenuto sino ad oggi in Europa occidentale.


Ubicato in prossimità del fiume Arrone, emissario del lago di Bracciano al tempo navigabile, permetteva agli abitanti dell’epoca il commercio marittimo. Nel fondale sono stati ritrovati molti reperti archeologici come ceramiche, olle, tazze, cucchiai, mestoli, pesi, barchette e fuseruole per tessere la lana oltre ad ossa di caprini, suini e bovini utilizzati a scopo alimentare ed in alcuni contenitori contenenti semi di farro ed acini di uva. Venne riportata alla luce diversa quantità di ossidiana sia di Lipari che di Palmarola confermando così il commercio via mare.

Il tutto è visitabile presso il Museo Preistorico Etnografico Luigi Pigorini (EUR – Roma)

Il sito è stato abitato tra il 5690 ed il 5260 avanti Cristo. Il suo abbandono si presume sia dovuto dall’improvviso innalzamento delle acque del lago, forse causato da un dissesto idrogeologico che ha provocato lo sversamento delle acque dell’antico bacino sovrastante presente in area est, denominato lago di Stracciacappe. Tale evento ci ha donato, mediante i ritrovamenti rinvenuti sotto un abbondante strato di melma, un’immagine istantanea della vita di allora.”

Ringraziando Sisto per questo suo primo racconto ci diamo appuntamento prossimamente. Tratteremo con lui altri siti preistorici come quelli di Monte Sant’Angelo, Monte la Rocca, la grotta Patrizi al Sasso (conosciuta in epoca medievale come la grotta dei serpenti) e la greppa dei falchi a Monterano. Grazie a tutti per l’attenzione ed a presto con le nuove pillole di Sisto.


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